MILANO \ FUORISALONE IN SALSA STREET, IL RITORNO

Era un anno che non toccavo il blog, il che mi lasciavo abbastanza contrariato come cosa visto che scrivere mi piace quasi quanto il fotografare o mangiare pizze molto farcite. L’occasione giusta per togliere un po’ di polvere dal blog era di sicuro il Fuorisalone. Come ogni anno, il Fuorisalone è la palestra giusta per un po’ di fotografia in salsa street…eventi, persone, “scenografie” particolari, c’è tutto…anche se a volte tende ad essere forse troppo congestionato e caotico per riuscire a stare nel flusso e tirare fuori qualche scatto decente con soggetti un filo più isolati. Ora, quest’anno ero in compagnia e quindi mi sono dovuto un po’ sacrificare e ovviamente i ritmi cambiano, diventano più frenetici per riuscire a visitare tutto quanto e anche nel racconto, non scriverò un granchè perchè l’intento non è fmai stato fare reportage ma giusto scattare un po’ in divertimento tra un mobile kitch e una lampada di design che illumina a stento. Prima tappa Triennale e poi, il caos di Via Tortona. Un posto precchio interessante alla Triennale era senza dubbio il giardino con le sue “case” concettuali dove con un po’ di pazienza si sarebbe potuto tirare fuori qualche scena multilayer

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Il giardino della Triennale e le sue “case-installazione”

…mentre all’interno, qualche installazione particolare davano un po’ di spunti interessanti…

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Tunnel d’uscita dalla mostra “W. Women in Italian Design” alla Triennale

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Una troupe giapponese intervista due visitatori alla mostra “TAKEO PAPER SHOWSUBTLE”

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Una donna tra i gioielli della mostra al piano terra della Triennale

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Un visitatore e i suoi incomprensibili documenti

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Walter White in visita alla Triennale

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Amorphous / AGC Asahi Glass show, spazio Superstudio

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Acqua e Maalox

Mi siedo stravolto sul sedile del treno, mi svesto…sotto sono fradicio di sudore e pioggia, i vestiti che odorano di lacrimogeni e macchine in fiamme. Mi gira la testa…calo d’adrenalina forse…forse invece è perché ho girato Milano in lungo e in largo seguendo quello che prima sembrava un serpentone di gente in allegra e civile protesta, ma che nel giro di venti minuti e un paio di deviazioni é diventato caos. All’inizio era una ‘quasi festa’. Gente che protestava con colori e costumi, balli sincronizzati da tamburi, macchine addobbate e chiassose, cartelli e slogan.

Sembrava un carnevale.

Un carrozzone pacifico di gente che tiene particolarmente a certe cose, che c’è chi non vuole lavorare gratis all’EXPO e chi ama troppo gli animali per vederseli servire a tavola. Chi condanna foreste in fumo e risorse sfruttate fino all’anima.

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Io vado in giro e scatto. Ci sono i gruppi estremisti vero, ma sembrano persone dai volti puliti e di ogni età che “accidenti!”, non ce li vedi proprio a tirare sassi o dare fuoco a cestini di spazzatura. Poi arriva la birra, quella scorre a fiumi grazie a carrettini illegali che la vendono immerse nel ghiaccio a tre euro la bottiglia. Carrettini che seguiranno il corteo anche nei momenti peggiori, pronti a servire qualche buona bottiglia piena da lanciare in testa ad un poliziotto. Arrivano anche camion pieni di bandiere e slogan con la scritta ‘ACAB’ sul fianco, arrivano gli slogan dipinti a bomboletta sulle vetrine del McDonald.

“MERDE” c’è scritto.

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MILANO\ Inaugurazione Leica Galerie

Inaugurazione della Leica Galerie ieri, Milano, da qualche parte sulla sinistra di piazza Duomo. Uno spazio piccolo ma bello e intimo, che di sicuro in affitto costa una follia, il che mi fa pensare che alla Leica tutto sommato gli affari vadano ancora bene.

L’evento è un mix di mostra fotografica, propaganda di fotocamere molto costose e ressa per prendere gli accrediti per l’evento delle 18, Auditorium S. Fedele con McCurry, Barney e Abbas che parleranno dei loro lavori. La mostra si chiama “The right moment” un concetto che non credo sia da spiegare a nessuno soprattutto quando si parla di Magnum Photos.

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Fila si…ma nemmeno troppo

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Come si racconta una città?

Qualche giorno fa.

Sono a Roma…due giorni…una specie di mini-tour de force esplorativo-street tra una fiumana di turisti, treni confinati al binario 28 dell’enorme stazione di Roma Termini, caldo soffocante e piogge torrenziali.

Non proprio rilassante.

Mentre vago, totalmente a caso per il 90% del tempo, scatto cercando di estrapolare quanto più possibile da questa città cosi piena e densa di cose da vedere che ne sei sopraffatto, soprattutto se la tua è una pura e semplice toccata e fuga…un assaggio quasi misero direi, sembra giusto una passeggiata in mezzo al set di un film.
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STREET\ A stretto contatto…

Scattare in un autobus può diventare problematico se…come dicono gli inglesi…non si è “confident enough”…ovvero, non sia ha lo spirito giusto per mettersi in gioco in un ambiente chiuso, a stretto contatto con i soggetti, senza possibilità di “fuga”. Non che non sia normale…succede…ci sono giorni più positivi di altri quando si fotografa e lo si sente ancor di più quando si deve alzare l’asticella e andare vicino a degli estranei e ancora oggi, io sperimento sempre la paura dei giorni “no”, quando alzare la fotocamera diventa un’impresa e stai sempre due metri più indietro, troppo lontano.

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STREET \ Piccoli dettagli per grandi storie

La street può anche stimolare la fantasia…anzi…deve stimolare la fantasia. Ecco perché non dev’essere limitata al ritratto di strada o alla pura documentazione di un evento…o avere solo storie ben leggibile…si può lasciare l’azione in mano a chi osserva, incuriosirlo, portarlo nel ramo della pura immaginazione.

Parlo ad esempio…di quelle foto non surreali ma che contengono piccoli particolari…e solo quelli.

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Un uomo con un ferro di cavallo in mano in mezzo alla città

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VAREDO \ SNIA COMPLEX, NATURE VS. CONCRETE

Il punto più alto (tranne la ciminiera)

the highest point of the complex (leaving aside the chimneys)

The SNIA industrial area is like a small city inside a city and it is placed across the towns of Varedo, Limbiate and Paderno Dugnano…yes…it’s really big…abbandoned in the middle of dying grass fields, Chernobil vegetation and crap of all kind. It’s a ninety years old ecological monster, one of the biggest industrial complex on Lombardy, that gave work to thousands of people, working 24h non-stop, day and night, poisoning the earth, the air, the water and now that it’s just an old ruin, the nature is taking its revenge.

Natura contro cemento

Nature vs. concrete

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VAREDO \ STABILIMENTO SNIA, NATURA CONTRO CEMENTO

Il punto più alto (tranne la ciminiera)

Il punto più alto (tranne la ciminiera)

Un paese nel paese, è questo che sembra l’area industriale ex SNIA…che sta a Varedo ma
anche a Limbiate e Paderno Dugnano giusto per dimostrare che ‘si’…è grossa…abbandonata in mezzo al nulla di campi moribondi, frasche, natura chernobiliana e rottami di varia origine. Un ecomostro vecchio stile, di quasi novant’anni, uno dei complessi industriali più grandi della Lombardia e che sfamava migliaia di bocche, lavorando incessantemente giorno e notte inquinando terra, cielo e acqua e che adesso se ne sta li, immobile e desolato mentre la natura si prende la sua rivincita.

Natura contro cemento

Natura contro cemento

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MILANO \ FUORISALONE IN SALSA STREET

L’intenzione era di prendermela con calma, domenica, nessuna corsa stand per stand ma giri tranquilli in un mix tra le mie due passioni…street e design in quel di Via Tortona che ho sempre visto come il cuore del Fuorisalone e patria dei designer squattrinati…quelli che portano il loro banchetto da casa e tre prototipi finiti la notte prima.

E invece no.

Treni in sciopero dalle 21 di Sabato per 24 ore…sono anche fortunato perchè mi chiama da Milano la mia amica “Treni in sciopero dalle 21 si Sabato per 24 ore” mi dice…e anche pullman in sciopero…e biciclette pure e la mia macchina non aveva voglia di essere guidata ne io di guidarla quindi nulla, tutto di Sabato, tutto di corsa, tutto all’insegna del buttare un occhio su giusto metà della roba e su metà di quel miscuglio di popolazioni che per una settimana diventa cittadina di Design City.

Via Tortona diventa un fiume di gente

Via Tortona diventa un fiume di gente…

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